Arrow: recensione dell’episodio 7×01 Inmate 4587

Sette anni non sono pochi per uno show televisivo, soprattutto uno come Arrow che ha visto ogni genere di colpo di scena, ha ucciso e fatto risorgere la maggior parte dei suoi protagonisti e, tra salti temporali avanti ed indietro, ha giocato con la propria timeline come abbiamo visto fare – tra le serie dell’Arrowverse – solo a The Flash

Il compito più difficile per la nuova showrunner Beth Schwartz, co-autrice di Inmate 4587, non era quindi solo quello di proporre qualcosa di innovativo, ma anche di riparare agli errori della stagione precedente, cercando di ridare a tutti i personaggi uno scopo ed un ruolo appropriati, che aiutassero gli spettatori a “far pace” con gli eventi dello scorso anno. In questo senso la première non ha deluso e ci ha mostrato l’impatto che il sacrificio di Oliver Queen (Stephen Amell) ha avuto su tutto (l’ormai ex) Team Arrow.
Dinah (Juliana Harkavy) è diventata capitano della polizia di Starling City e, oltre a cercare di tenere i membri del Team fuori di galera, vuole ristabilire la fiducia degli abitanti della città nei confronti delle forze dell’ordine, Diggle (David Ramsey), dopo aver reclutato anche Curtis (Echo Kellum), lavora sempre per A.R.G.U.S. e continua a dare la caccia a Diaz (Kirk Acevedo), apparentemente scomparso dai radar, Rene (Rick Gonzalez) è tornato alle sue origini e ha messo su una palestra nel quartiere di The Glades dove insegna ai ragazzi, sua figlia compresa, l’autodifesa, Felicity (Emily Bett Rickards) e William (Jack Moore) sono nel programma di protezione testimoni ed infine Black Siren (Katie Cassidy) gioca ancora ad interpretare la nuova Laurel ed è tornata al suo ruolo di Procuratore Distrettuale.

Nonostante potrebbero essere sollevate delle obiezioni in alcune di queste scelte, – come per esempio la contraddizione che ha portato un personaggio come Dinah, che l’FBI sapeva essere una dei vigilanti del Team Arrow, ad essere “premiata” diventando capo della polizia, mentre Oliver è stato rinchiuso in prigione – bisogna tenere conto che dare un senso a tutte le incongruenze della scorsa stagione sarebbe stato un compito praticamente impossibile, ragione per cui il modo in cui i protagonisti sono stati recuperati è da ritenersi generalmente positivo. Quello che conta davvero, a nostro avviso, sono infatti le sfumature: sebbene Dinah si trovi, per esempio, in una strana posizione, va anche detto che non sta rinnegando il suo passato, ma sta solo cercando un modo alternativo per proteggere gli abitanti della città. Allo stesso modo, un personaggio come Rene, che con i suoi “hoss“, la sua strafottenza ed il suo tradimento era stato reso piuttosto insopportabile, è tornato a diventare quello delle origini, una persona che combatte, con tutti i mezzi a propria disposizione, per il benessere della propria comunità.

Inmate 4587, tuttavia, non aveva solo il difficile compito di rimediare agli errori del passato, ma anche quello di introdurre la trama orizzontale di quest’anno, partendo proprio da Oliver Queen e dalla sua vita all’interno di Slabside, il carcere di massima sicurezza nel quale è stato rinchiuso dopo aver confessato di essere Green Arrow, in cambio dell’aiuto dell’FBI per sconfiggere il Dragone. Per un uomo attivo come il protagonista della serie, abituato ad avere il controllo e prendere – per se stesso e per gli altri – decisioni complesse, la monotonia del carcere è rappresentata come la peggiore delle punizioni. Ogni giorno si sussegue ad un altro in un loop di un mortale grigiore, in cui Oliver cerca di rendersi il più invisibile possibile, senza creare problemi, nella speranza di avere la condanna ridotta e poter tornare a casa dalla sua famiglia, impresa non facile considerato che a condividere gli spazi con lui vi sono alcuni minacciosi soggetti che lui stesso ha contribuito a far richiudere.
L’Oliver di questo incipit di stagione è tuttavia una versione interessante del protagonista della serie a cui eravamo abituati, molto più maturo (se non invecchiato) di quello che avevamo salutato lo scorso anno, più freddo e, soprattutto, molto meno eroico.
L’immobilità, però, come presto scopriremo, nonostante i suoi enormi sforzi, non è nelle corde di Green Arrow e sebbene tradisca per un certo tempo la propria natura, Oliver – grazie anche alla visita di Felicity che gli annuncerà di non voler tornare nel programma di protezione testimoni dopo essere stata trovata ed attaccata assieme a William da Diaz, ma di voler rispondere colpo su colpo – tonerà presto in sé, ritrovando la propria indole di eroe e protettore.

Gli autori fanno anche un’altra interessante mossa che contribuisce a riportare lo show alle sue origini, facendo arrivare a Starling City un nuovo Green Arrow, la cui identità resta per ora un mistero, con una lista di criminali da punire, che “hanno tradito la città“. Questo nuovo eroe mascherato, che ha raccolto l’eredità del suo predecessore è anche uno specchio dell’Incappucciato della prima serie: un eroe solitario e implacabile che si muove nell’ombra, cancellando nomi da un foglio, man mano che porta a termine la propria missione.

Per contro, per ogni tuffo nel passato lo show ci propone un flash-forward che mostra un William ormai uomo, interpretato dalla new entry Ben Lewis, che giunge sull’isola di Lian Yu sulle tracce della propria storia di famiglia, dove incontrerà un invecchiato Roy Harper (Colton Haynes). Il salto avanti nel tempo, chiaramente, aiuta a spiegare come gli autori abbiano così evitato il problema di dover spiegare l’assenza di Thea (Willa Holland) dalla serie (nel tempo trascorso potrebbe essere successo di tutto tra i due ed ogni cosa potrebbe essere credibile), ma pone chiaramente molti altri interrogativi: perché William è andato sull’isola? Per quale ragione Roy vi ha trovato rifugio? E perché parlano di Oliver al passato, come fosse morto? Sebbene i flash-forward non siano una novità per la serie, il genere di trama che introducono è decisamente accattivante a patto che, questi salti temporali, come accaduto nelle passate stagioni con i flashback, non spezzino la narrazione e, soprattutto, non vengano abusati.

Con alcune delle scene di lotta meglio coreografate della serie, prima tra tutte quella nelle docce del carcere che si alterna con quella di Felicity che lotta contro Diaz, Inmate 4587 è un buon incipit di stagione, non perfetto, ma comunque pieno di spunti interessanti, soprattutto per una serie come Arrow che aveva così tanto da farsi perdonare dopo il guazzabuglio dello scorso anno.

L’ANGOLO DELLE CURIOSITÀ 

  • L’episodio apre con William, che indossa una felpa con cappuccio, e Felicity che corrono nella foresta tentando di sfuggire da Diaz. Sebbene si rivelerà solo un sogno di Oliver, la scena è diventata ormai un classico nella serie, che abbiamo visto ripetersi in diverse stagioni.
  • Oliver viene chiamato dalle guardie di Slabside “Prigioniero #4587” (da cui il titolo dell’episodio), un omaggio al numero di distintivo dell’agente Vinnie Terranova (Ken Wahl) protagonista della serie della CBS degli anni Ottanta Oltre la legge – L’informatore.
  • In prigione Oliver è costretto a difendersi da diversi nemici che abbiamo visto in Arrow nel corso degli anni: Derek Samson (Cody Rhodes), Bronze Tiger (Michael Jai White) e Brick (Vinnie Jones).
  • Il Carcere di Massima Sicurezza di Slabside è un omaggio all’omonima prigione per metaumani presente nei fumetti della DC Comica dal 1994. La location avrebbe dovuto essere inoltre la protagonista di un film su Freccia Verde dal titolo Green Arrow: Escape From SuperMax, scritto da David S. Goyer, che non fu però mai prodotto.
  • Da quando sono stati inseriti nel programma di protezione testimoni, Felicity e William hanno trovato rifugio a Hope Springs, una cittadina del Midwest visitata da Green Lantern e Green Arrow in Hard Travelin’ Heroes, quando ancora si chiamava Desolation.
  • Il Radu’s Coffee, dove Felicity lavora a Hope Springs, era un caffè alla moda frequentato nei fumetti di Green Lantern degli anni Novanta, da Kyle Rayner.
  • La conferenza stampa di Laurel, viene trasmessa da Channel 52 News, un canale di notizie citato nei Nuovi 52.
  • L’amuleto a forma di freccia che Felicity dà a William poco prima di separarsi dal lui, è lo stesso che Oliver regalò a Thea nella prima stagione.
  • In prigione, Oliver legge (e usa per difendersi) il libro Il conte di Montecristo, famoso romanzo di Alexandre Dumas che racconta la storia della fuga di Edmond Dantès dalla prigione di Castello d’If, nella quale era stato incarcerato a seguito di un’ingiusta condanna.

https://www.youtube.com/watch?v=V6gAwmTl-MI

La settima stagione di Arrow va in onda negli Stati Uniti, nel suo nuovo time-slot, ogni lunedì su The CW.

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