Weekly News 19_2020: gli speciali sui DC Superheroes e Batwoman e le recensioni della settimana

Batwoman: serie TV e fumetto a confronto, le differenze e le somiglianze

La Batwoman televisiva è ispirata all’omonima serie a fumetti pubblicata a novembre del 2010 tra i Nuovi 52, narrata da Greg Rucka e disegnata da J. H. Williams III, il quale ha lasciato a sorpresa il suo ruolo nel 2013 per divergenze creative con la DC Comics, interrompendo con due numeri di anticipo (24, invece dei 26 previsti) la serie prima di passare il testimone a Mark Andreyko. Dal punto di vista creativo J. H. Williams III, già noto agli appassionati per il suo contributo in Alan Moore, in Promethea, ha uno stile molto drammatico ed usa i giochi di luci ed ombra ed i colori, soprattutto il rosso che caratterizza la protagonista, come strumenti per esaltare l’effetto scenico delle sue opere, nelle quali persino i flashback hanno un loro stile peculiare che li distingue dal resto della narrazione. L’uso di tavole a due pagine, soprattutto per le scene di lotta, sono diventate un suo segno distintivo in questa serie a fumetti, caratterizzata anche da atmosfere sognanti (soprattutto quando protagonista di una tavola è Alice) ed horror, in una combinazione di elementi che dà sensazioni molti simili ad un’esperienza cinematografica. [CONTINUA]

Supergirl 5×17 “Deus Lex Machina”: la recensione

Il 17° episodio della 5^ stagione è quello del ritorno di Supergirl dopo più di un mese di stop forzato a causa della pandemia, che ha ovviamente colpito anche tutti i set cinematografici e televisivi, bloccando improvvisamente le produzioni, ma segna anche il debutto alla regia di Melissa Benoist. Anche se sta diventando quasi una consuetudine vedere attori che recitano in uno show, cimentarsi con la regia, bisogna riconoscere che, per diversi motivi, alla protagonista della serie non è sicuramente stata data una puntata facile da gestire. [CONTINUA]

Batwoman 1×18 “If You Believe In Me,I’ll Believe In You”: la recensione

Batwoman si sta confermando la serie dei colpi di scena, ma non fine a se stessi e prevedibili, quanto piuttosto ben giocati e funzionali alla trama che riescono non solo a sorprendere gli spettatori, ma che risultano anche genuinamente godibili, contribuendo così a far salire il desiderio di tornare a guardare l’episodio successivo, il che – dal punto di vista della narrazione – non è un pregio da sottovalutare. [CONTINUA]

The Flash 6×18 “Pay The Piper”: la recensione

C’è una tradizione – che non riguarda solo The Flash e le serie dell’Arrowverse, ma quasi tutte le produzioni televisive, – che vuole che le penultime puntate di una stagione siano a volte migliori dei finali stessi, cariche di eventi e di aspettative e con il compito di spianare la strada ad un ultimo episodio che, al contrario, può avere l’effetto di essere un pieno successo o una delusione, a seconda delle circostanze. Partendo da questo assioma, bisogna tenere conto del fatto che Pay The Piper non è stato concepito come un penultimo episodio di stagione, e si vede. [CONTINUA]

Legends of Tomorrow 5×10 “Ship Broken”: la recensione

Ship Broken è un episodio piuttosto atipico (e questa è la vera novità) e folle (e questa naturalmente non lo è affatto) di Legends of Tomorrow. Strutturato come un bottle episode, un episodio che non utilizza cioè altri set se non quelli già esistenti, in questo caso la Waverider, la sua particolarità risiede nell’uso di effetti speciali particolarmente curati e normalmente riservati al finale di metà stagione o di serie, che costellano la puntata in maniera più o meno evidente e con risultati davvero notevoli. Dalla scena in cui Charlie tenta di usare per la prima volta il Telaio del Destino nel tentativo, fallito, di riportare in vita Behrad, alla trasformazione del cane di Gary in un demone, fino a piccoli tocchi, come la scena in cui Sara indossa per la prima volta una benda per coprirsi gli occhi, tutta la puntata è un reminder di come questa serie potrebbe trarre evidente giovamento da un budget che gli permettesse davvero di poter rendere realisticamente sullo schermo tutte le follie che si limita normalmente solo a raccontare e l’effetto è assolutamente ed indiscutibilmente vincente. [CONTINUA]

DC Superheroes: i 10 più intensi momenti Westallen in The Flash

Dopo 9 mesi di coma ed una vita passata ad amarla, Barry è riuscito a conquistare Iris e i due sono diventati una delle coppie più solide dell’Arrowverse nonostante nella loro storia abbiano superato incredibili ostacoli e momenti particolarmente dolorosi. [CONTINUA]

DC Superheroes: Il meglio dei crossover dell’Arrowverse

In attesa di Crisi sulle Terre Infinite, che è stato definito come il crossover più ambizioso della storia della televisione e che andrà in onda presto su Premium Action, ripercorriamo il meglio dei crossover dell’Arrowverse, diventati ormai un atteso appuntamento annuale degli show Berlantiani. [CONTINUA]

Blindspot 5×01 “I Came to Sleigh”: la recensione

Blindspot torna questa settimana per la sua 5^ ed ultima stagione a due mesi dal finale dello scorso anno, mostrandoci come il Team, quasi al completo, sia riuscito a scampare all’esplosione del rifugio nel quale si trovava. Dal punto di vista narrativo, non tutte le serie state fortunate come quella creata da Martin Gero. Nonostante infatti lo show abbia avuto ascolti drammaticamente al ribasso nelle ultime stagioni, il network gli ha concesso il privilegio di un inaspettato rinnovo, che desse agli autori l’opportunità di poter scrivere la parola fine alle rocambolesche avventure di Jane (Jaimie Alexander) e compagni. Quello su cui possiamo criticamente discutere è se davvero ci fosse il margine per continuare questo racconto. [CONTINUA]

DC Superheroes: i 10 migliori villain dell’Arrowverse

Gli antagonisti migliori, nonché i più difficili da sconfiggere per qualsiasi supereroe, non sono necessariamente i più forti o quelli con i poteri (magici o meno) più grandi, quanto piuttosto quelli più intelligenti ed imprevedibili o coloro che costituiscono una sorta di sfida personale, per il fatto di avere molti punti in comune con i loro avversari o avere una storia condivisa che gli permette di mettere a nudo tutte le loro debolezze. [CONTINUA]

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