Arrow: recensione dell’episodio 7×02 The Longbow Hunters

Strano a dirsi, ma la parte più “leggera” del secondo episodio della settima stagione di Arrow, arriva da un luogo inaspettato: il carcere dove Oliver Queen è rinchiuso. Deciso, dopo il colloquio avuto con Felicity, a proteggere la propria famiglia anche da dentro le mura di Slabside, l’ex Green Arrow cerca di raccogliere notizie utili su Diaz scoprendo chi sia il suo contatto all’interno del carcere.

Ottenere un’informazione da un soggetto come Brick ha però il suo prezzo e l’uomo gli chiederà, infatti, in cambio di eliminare una delle guardie, una missione che Oliver riuscirà a portare a termine in maniera peculiare, rifiutandosi di ucciderlo e confidando soprattutto nell’aiuto del suo nuovo alleato ed amico Stanley.
Nonostante Oliver lo abbia lasciato in balia dei suoi nemici nella première rifiutando il suo ruolo di eroe, le sue intenzioni di tenere la testa bassa e non essere coinvolto nella vita del carcere sono durate davvero molto poco, il che non sembra giustificare tutto il gran parlare che gli autori hanno fatto sull’Oliver Queen di questo inizio stagione, che non sarebbe piaciuto ai fan, perché avrebbe preso decisioni moralmente discutibili. Sebbene il suo atteggiamento iniziale sia stato oggettivamente criticabile, l’uomo che vediamo in The Longbow Hunters ha già cambiato decisamente registro, ha trovato un nuovo amico ed è deciso ad affrontare Diaz anche da dentro le sbarre.

Chi invece se la cava quasi peggio del protagonista e che si trova in una prigione forse peggiore della sua, soprattutto per non aver potuto scegliere un’alternativa, è Felicity Smoak.
Sfuggita per miracolo ad un tentativo da parte di Diaz di ucciderla, la moglie di Oliver sembra un’altra persona rispetto al personaggio divertente e spensierato degli esordi della serie ed è invece danneggiata e soprattutto sola. Nonostante lo scisma dello scorso anno che ha disgraziatamente visto mettersi tutti contro tutti, nel suo tentativo di rintracciare il Dragone e cercare di liberarsi dalla sua costante minaccia, Felicity può inizialmente contare sull’aiuto di Curtis e Rene.
Sebbene l’impresa non fosse facile, bisogna dare credito agli autori, almeno in questa specifica circostanza, di aver gestito bene il rapporto tra quelli che sono ormai gli ex membri del Team Arrow: nonostante il tentativo di raccogliere informazioni su su Diaz finirà per dimostrarsi fallimentare, soprattutto quando Felicity si scontrerà con Diggle e la ARGUS, inizialmente potrà contare sull’aiuto dei suoi ex compagni, fino a che i nodi non verranno dolorosamente al pettine. Tutti i membri dell’ex Team sono infatti “sorvegliati speciali” ed hanno qualcosa da perdere nel caso in cui dovessero rompere l’accordo sottoscritto con l’FBI, chi il proprio lavoro e chi la famiglia, mentre Felicity è l’unica disposta a tutto, perché è anche la sola – una volta messo William al sicuro – a non avere nulla da perdere. E’ una sottile ed interessante variabile rispetto alle posizioni in cui si trovavano tutti lo scorso anno, il Team Arrow, infatti, non può più operare per validi motivi e vedere uno dei suoi più razionali membri brancolare nel buio nel tentativo di recuperare il controllo della propria vita, è un interessante cambio di scenario, come lo è la sua decisione finale di rivolgersi all’agente speciale Samandra Watson, soprattutto perché finalmente gli autori chiamano in causa l’FBI per non aver – almeno fino ad ora – rispettato la loro parte del patto. Oliver si è infatti consegnato al Bureau a patto di ricevere il loro aiuto per la cattura di Diaz, ma considerato che il criminale è vivo ed in piena attività, sembra più che giusto che Felicity vada dalla Watson a pretendere che rispetti la loro parte di accordo.

Dove l’episodio vacilla, ma era anche inevitabile che accadesse, è nei momenti in cui cerca di riprendere in qualche modo il filo delle molte vicende lasciate in sospeso nella scorsa stagione. Sebbene, per esempio, su un piano puramente pratico sia interessante vedere collaborare Black Siren e Black Canary, la decisione di Laurel-2 di voler uccidere Diaz per vendicare Quentin, avrebbe avuto molto più senso se lei non lo avesse lasciato scappare alla fine della scorsa stagione, quando avrebbe potuto liberarsi definitivamente di lui.
Allo stesso modo, sebbene la decisione di Diggle di non indossare il costume di Green Arrow per non mettere a repentaglio la sicurezza della propria famiglia sia assolutamente razionale e comprensibile, rende altrettanto inspiegabile il motivo per cui, lo scorso anno, lo stesso Diggle abbia messo a repentaglio l’amicizia con Oliver quando quest’ultimo aveva deciso di riprendere la maschera che aveva dato in eredità al suo amico.

Non tutti gli errori, in conclusione, sono rimediabili e The Longbow Hunters ne è un esempio lampante, ma bisogna riconoscere agli autori il merito di stare tentando di dare un senso al disastro della scorsa stagione, un tentativo che – purtroppo – potrebbe essere però vanificato dalla scelta di mantenere Ricardo Diaz come cattivo di questa stagione, sopratutto quando, almeno per il momento, il personaggio non sta portando nulla di nuovo nella serie e rischia di far infognare questa stagione in una sorta di déjà-vu.

Particolarmente interessanti continuano invece ad essere i flash forward dedicati a William, che in questo episodio, tra le altre cose, con estrema nonchalance parla con Roy della propria omosessualità. William racconta infatti a Roy di non aver più avuto contatti né con il padre né con Felicity dopo che quest’ultima ha preso la decisione di allontanarlo da Starling City per la sua stessa salvaguardia quando Oliver era ancora in prigione, ma sapendo quanto lui lo amasse, è difficile immaginare che abbia deciso di abbandonarlo a se stesso, se non per motivi più che validi ed il viaggio che ci porterà alla risoluzione di questo mistero, almeno per ora, promette di essere davvero avvincente.

https://www.youtube.com/watch?v=PN_wG5_ttW4

La settima stagione di Arrow va in onda negli Stati Uniti, nel suo nuovo time-slot, ogni lunedì su The CW.

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