The X-Files: recensione dell’episodio 11×06 Kitten

Come era previsto, Kitten non si è rivelato il più brillante episodio di questa stagione del revival di The X-Files che, nonostante ascolti decisamente non esaltanti, a livello narrativo si sta dimostrando molto più soddisfacente della precedente, sia per quando concerne la mitologia dello show che lo status della relazione tra Mulder e Scully.

Nonostante quindi questa ora dedicata a Walter Skinner (Mitch Pileggi) non sia una delle nostre preferite, bisogna comunque ammettere che questo stand-alone, per ritmo e conclusioni, è anche stato quello che più assomiglia ad un episodio originale della serie, in parte per il suo incipit che ci catapulta nella guerra del Vietnam, un espediente non nuovo alla serie, considerato come qualsiasi accenno alla guerra sia sempre stato terreno fertile per cospirazioni di diversa natura, ed in parte per l’abilità con cui gioca con il concetto di ambiguità.

La puntata si apre con un curioso scambio tra Alvin Kersh (interpretato da James Pickens, Jr.), l’attuale Vice Direttore dell’FBI ed i nostri Mulder e Scully, ai quali non solo Kersh annuncia che Skinner sembra sparito nel nulla, imponendo loro di ritrovarlo, ma rivela anche che l’Assistente del Direttore non ha mai ricevuto una promozione negli anni per la caparbia ostinazione con la quale li ha sempre protetti all’interno del bureau, dimostrando di essere più fedeli a loro che all’istituzione stessa per cui lavorava.
La sola idea che né Scully né Mulder si siano mai posti il problema del mancato avanzamento di carriera di Skinner o che non ci abbiano mai fatto caso, ci sembra per lo più un controsenso, considerato il rapporto che li ha sempre legati, il che ci ha lasciato con la convinzione che, dietro a questo accenno, si celi in realtà uno strappo narrativo creato tra la serie originale ed il revival. Nelle ultimi stagioni dello show, anche in considerazione dell’assenza di Mulder, il personaggio di Skinner aveva acquistato infatti sempre maggiore importanza, diventando quasi ufficialmente parte del Team Mulder & Scully.
Nel revival le cose sono invece lievemente cambiate e Skinner è tornato ad essere un personaggio per lo più percepito come “buono“, ma di cui non si è comunque certi fino in fondo di potersi fidare, un leitmotiv che peraltro caratterizza questa stagione nel suo insieme.

Sebbene infatti si siano fatti dei notevoli passi avanti sulla strada della verità, tema principale del revival è l’evidente rifiuto di fondo di cambiare lo status quo dello show e quelle caratteristiche che lo hanno sempre reso vincente. Nonostante il comprensibile desiderio di cambiamento da parte del pubblico, ci sono alcune cose che tutti vogliono che restino intatte, un approccio che gli autori hanno sposato a piene mani (il ritorno di fiamma di Mulder e Scully, l’Uomo che Fuma al centro di tutte le cospirazioni), sacrificando però qualcuno come Skinner, che è tornato ad essere un personaggio ambiguo, nonostante l’evoluzione che aveva avuto nella parte finale della serie originale.
Sebbene infatti Skinner, alla fine dell’episodio, faccia un sentito discorso a Scully e Mulder, rivelandogli come la loro caparbia ricerca della verità lo abbia ispirato a fare altrettanto in un caso che lo riguardava da molto vicino e le cui percussioni ha vissuto sulla sua stessa pelle una volta tornato dal Vietnam, non c’è nulla in Kitten che ci spieghi la sua connessione con l’Uomo che Fuma o giustifichi la loro vicinanza, lasciando – appunto – ancora una volta il pubblico a brancolare nel buio, incapace di esprimere un giudizio definitivo sulle sue intenzioni.

Il resto dell’episodio con protagonista Haley Joel Osment – per chi non lo avesse riconosciuto, il dolcissimo Cole di Il sesto senso, pellicola del 1999 con protagonista Bruce Willis, – non ha nulla di eccezionale su cui vale la pena soffermarsi e tratta di un soldato trasformato in un mostro durante una guerra che molto spesso è stata accusata di averne creati fin troppi, di un misterioso gas capace di piegare la volontà delle persone e di un figlio deciso a vendicare un padre andandosene in giro per i boschi mascherato da demone mentre uccide veterani.
La puntata torna a distinguersi tuttavia proprio nel finale, in cui, in puro stile “old X-Files“, si insinua che detto gas sia usato proprio ai giorni nostri dal Governo degli Stati Uniti per controllare la volontà dei cittadini, in una sorta di spiegazione razionale, almeno secondo gli standard della serie, per giustificare il particolare e complesso momento socio-politico che il paese sta attraversando.
Come se fosse così facile!

https://www.youtube.com/watch?v=Vlh7ZaYNMw8

L’undicesima stagione di The X-Files tornerà in onda negli Stati Uniti con l’episodio They know Everythingmercoledì 28 febbraio su Fox.

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