Arrow: recensione dell’episodio 6×07 Thanksgiving

La sesta stagione di Arrow prosegue nel suo accidentato percorso con un episodio che, nonostante il suo festivo titolo, di festivo ha sostanzialmente solo il finale nel quale vediamo Thea (per chi non lo ricordasse Willa Holland recita ancora nella serie) risvegliarsi dal suo lungo coma.

Per il resto, ciò che salta davvero agli occhi, è che Thanksgiving è una puntata così carica di eventi da lasciare spiazzati e soprattutto da dare la sensazione che l’unica cosa che conti per gli autori sia l’intreccio della trama, piuttosto che il suo impatto sui protagonisti dello show. Non è un caso che le scene migliori di questo settimo episodio siano, ironicamente, proprio quelle dominate da David RamseyMichael Emerson che, nel complesso e soprattutto in tutto questo eccesso di eventi, si sono rivelati gli interpreti più quieti, che hanno saputo consegnare al pubblico scene molto intense ed umane. Quando la serie sposta la sua attenzione sulle persone, piuttosto che su un confusionale susseguirsi di fatti, colpisce ancora nel segno ed in uno show in cui il protagonista è un arciere, la writer room farebbe bene a tenere in considerazione questo aspetto.

Come accennavamo, Cayden James e John Diggle sono il fiore all’occhiello di questa puntata. Emerson sembra arrivare da un altro pianeta tanto la sua efficacia e le sue abilità recitative si impongono su una trama piuttosto scadente, anche con le poche battute messe a sua disposizione dagli autori. Come avevamo già accennato al tempo del suo debutto, l’attitudine apparentemente pacata del suo personaggio non solo è convincente, ma rappresenta una novità nel parterre dei “cattivi” piuttosto fisici che questa serie ha sempre vantato, perché pur non essendo James fisicamente minaccioso, la sua intelligenza e la sua capacità di pianificare gli eventi con largo anticipo, finiscono per essere più pericolose di un’aggressione.
Pur non raggiungendo l’eccellenza di Emerson, anche la performance di Ramsey è stata notevole e, soprattutto nel secondo incontro con Oliver, quando i due decidono di parlare invece di ruggirsi addosso, la semplicità e la purezza con cui il personaggio ammette di aver sempre desiderato vestire i panni di Arrow, sono ristoratrici. Ciò nonostante, la cruda verità è che la storyline di Diggle che eredita il ruolo di Green Arrow ha già stancato e le sue azioni sul campo, come i suoi silenzi, non hanno mai avuto molto senso, soprattutto considerato il carattere onorevole di un uomo come lui, che gli autori stessi hanno creato in sei anni di serie e con il quale si stanno divertendo a giocherellare in questa stagione. Il fatto che l’episodio si concluda comunque con Oliver che persiste nella sua convinzione che Diggle continui ad essere Green Arrow, ci lascia pertanto perplessi, soprattutto quando i problemi fisici del soggetto in questione mettono in dubbio la possibilità che possa anche solo pensare di tornare sul campo, in qualunque ruolo egli decida di farlo. E questo è uno dei molti problemi che riscontriamo in questa stagione: gli autori sembrano decisi infatti a fare grandi promesse, ma poi finiscono per risolvere problemi che parevano insormontabili in maniera sbrigativa e sciatta, nascondendo la polvere sotto il tappeto e fingendo che alcuni eventi non abbiano il peso che in realtà avevano.

Ciò che di buono c’è in Thanksgiving è che tutti (o quasi) i nodi vengono finalmente al pettine ed i membri del Team Arrow smettono di mentire, con l’eccezione di Oliver a suo figlio William, quando è costretto a dirgli di non aver indossato nuovamente la maschera del vigilante, una questione che il protagonista dovrà prima o poi affrontare, soprattutto considerato che il problema che deriva dalla duplicità del suo ruolo rappresenta uno dei fondamenti di questa serie che – chiaramente – non è ancora stato del tutto risolto. I problemi personali di Oliver Queen, sono sempre stati legati alla difficoltà di conciliare la sua vita pubblica con la maschera che indossava, il fatto che in questa stagione abbia deciso quindi di rinunciare ad essa, non significa che questi problemi siano spariti e viene lecito domandarsi cosa accadrà quando tornerà a rivestire il suo ruolo di team leader o anche solo se gli autori torneranno a trattare questo tema.

Infine, con l’arresto del sindaco Queen, l’episodio si incentra anche sulla campagna anti-vigilanti portata avanti dall’agente Samanda Watson, favorita anche dal diabolico piano di Cayden James, che riesce ad affossare la votazione a favore del vigilantismo. Sydelle Noel è un’attrice carismatica: in ogni scena in cui compare, da aspettatoti, si è coscienti della sua presenza e si accetta la sua autorità perché recita in maniera più che credibile il suo ruolo, ma anche in questo caso, è il materiale messo a sua disposizione a costituire il problema. E’ fin troppo evidente che lo sviluppo di questa trama assumerà una certa importanza più avanti nella stagione, un fatto così penosamente evidente che finisce per levare efficacia a qualsiasi testa a testa tra lei ed Oliver, perché tutti comprendiamo che dietro l’atteggiamento della donna si nasconde qualcosa che ancora non vediamo, ma allo stesso tempo gli autori non ci stanno dando alcun indizio per interessarci ulteriormente alle sue vere motivazioni.

Nonostante le generali perplessità, ci auguriamo che gli autori concentrino i loro sforzi su ciò che di davvero buono c’è in questa stagione, soprattutto dopo le rivelazioni sul movente che hanno spinto Cayden James ad interessarsi al Team Arrow.

https://www.youtube.com/watch?v=6T-jPN-VCoA

La prossima settimana l’episodio di Arrow andrà in onda eccezionalmente di lunedì, subito dopo Supergirl, in occasione del crossover Crisis on Earth-X.

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