Arrow: recensione dell’episodio 6×03 Next of Kin

Next of Kin, terzo episodio della sesta stagione di Arrow, è una di quelle puntate non facili da giudicare, perché, se da una parte si conclude con in modo accattivante e che dà soprattutto un senso alla trama dedicata a John Diggle, alias il nuovo Green Arrow, dall’altra trova ancora delle soluzioni narrative tutt’altro che convincenti, lasciandoci con gli stessi dubbi che avevamo la scorsa settimana.

L’episodio si apre con la prima missione di Dig nei panni del nuovo leader del Team, ma come c’era da aspettarsi, le cose non sono semplici come appaiono perché il carismatico ex Spartan dimostra di avere più di qualche problema a ricoprire questo nuovo ruolo il che presta il fianco al primo dubbio che abbiamo nei confronti di questa storyline.
Come abbiamo più volte sottolineato e come gli autori stessi ci hanno mostrato in questi sei anni, Diggle si è trovato spesso nella posizione di dover prendere decisioni repentine ed indipendenti, un’abilità che gli veniva non solo dal suo passato di ex militare, ma anche dagli anni trascorsi a combattere al fianco di Oliver. Dove Oliver è sempre stato l’istintivo tra i due, John era quello che si preoccupava sempre per il benessere dei suoi compagni, una caratteristica che lo ha reso più percettivo del suo amico, ma non per questo meno capace di agire con efficacia sul campo.
Il Diggle che ci troviamo davanti in Next of Kin è invece un uomo molto diverso, che addirittura si paralizza sul campo, mettendo a rischio la vita dei suoi amici, il che è una soluzione piuttosto difficile da comprendere considerato che conosciamo le potenzialità e le abilità del personaggio non meno bene di quelle di Oliver.
Un altro aspetto che non risulta convincente è la tardività con cui Oliver sembra improvvisamente rendersi conto di non essere stato giusto nei confronti del suo amico quando gli ha chiesto di compiere un sacrificio verso la sua famiglia che lui stesso non è al momento disposto a correre.
Il discorso di incoraggiamento che segue, poi, è la ciliegina sulla torta in questa strana piega che gli autori hanno deciso di dare all’incipit di questa stagione per spiegare la scelta di mettere Diggle alla guida del Team Arrow.
Secondo Oliver, infatti, Dig sarebbe improvvisamente diventato uno dei motivi principali per cui lui avrebbe deciso di diventare Arrow in prima battuta, sconfessando completamente la trama delle prime stagioni della serie e tutta la fatica compiuta dal protagonista negli anni per trasformarsi con estremi sacrifici e molto, molto lavoro su stesso da giustiziere in eroe.
Per uno spettatore che non seguisse la serie dal suo esordio la costruzione di questa storyline potrebbe anche avere senso, ma questo non vuol dire che l’abitudine degli autori di comportarsi come dei giocolieri con il carattere e la natura dei loro personaggi debba sempre essere ciecamente giustificata, senza porsi domande.
Detto ciò, quello che contribuisce a salvare la trama, sono invece i minuti finali della puntata. Ovviamente era impossibile non notare che il problema fisico di Diggle sembrasse convenientemente e misteriosamente sparito, il fatto che si scopra quindi che lui abbia deciso di fare uso di una misteriosa sostanza per porre rimedio alla questione, ci ha colti positivamente di sorpresa. Cercando di ignorare tutte le incongruenze che ci hanno portato a questo specifico momento, questa soluzione apre le porte ad una serie di interessanti ripercussioni che, chiaramente, contribuiranno a riportare Oliver Queen ad indossare il costume di Green Arrow, probabilmente anche grazie al contributo di William.
Il fatto che Diggle sia arrivato all’estrema decisione di fare uso di una droga palesemente sperimentale e che potrebbe avere su di lui conseguenze drammatiche è tra l’altro rievocativo del fumetto pubblicato dalla DC Comics nel 1971, scritto da Dennis O’Neil e Neal Adams, Snowbirds Don’t Fly in cui Freccia Verde e Lanterna Verde scoprivano che Speedy (Roy Harper) era diventato un tossicomane, una storia divisa in due parti, che al tempo fece grande scalpore, ma che ricevette anche molti riconoscimenti e che ci dà quindi grandi speranze per la piega che “il caso Diggle” potrebbe prendere.

Next of Kin non è solo l’episodio di Dig, ma ha anche un B-plot che in molti stavano impazientemente aspettando o che temevano (a seconda dei casi) e che riguarda il rapporto tra Felicity Smoak ed Oliver Queen.
Già dalla fine della scorsa stagione gli autori avevano messo in chiaro che la storia d’amore tra i due era tutt’altro che dimenticata e l’unico motivo per cui era stata momentaneamente messa in standby era legato ai cambiamenti subiti dalla vita personale di Oliver nel momento in in cui, costretto dalle circostanze, ha dovuto cominciare ad occuparsi di suo figlio William.
Se c’è un risvolto positivo nella decisione di Oliver di aver (almeno momentaneamente) appeso il cappuccio al chiodo, è che finalmente al personaggio sembra sia stato concesso tempo per respirare e per prendersi cura di se stesso e di ciò che davvero conta per lui il che, inevitabilmente, include la sua relazione con Felicity.
Da parte degli autori troviamo particolarmente convincente il modo in cui sia stata gestita la riunione tra questi due personaggi che appare particolarmente armonica e naturale, proprio perché aiutata dal fatto che Oliver, in questo momento della sua vita e come mai prima, si trova in una condizione di serenità quasi senza precedenti, il che – tra l’altro – contribuisce a dare ancora maggiore valore ai sentimenti che prova nei confronti di Felicity, perché è proprio con lei che decide di condividere questo ritrovato equilibrio.
Gli autori hanno quindi saggiamente deciso di ignorare tutti i possibili problemi che potevano scaturire dal suo nuovo ruolo di padre e di sfruttare invece proprio questa occasione per riavvicinarlo alla donna che ama, con il desiderio di costruire con lei un futuro migliore non solo per se stesso, ma anche per William.
Per quanto concerne Felicity, apprezziamo anche particolarmente il fatto che il personaggio stia costruendosi la propria identità a prescindere da Oliver, già a partire dallo scorso anno con il suo coinvolgimento con Helix, fino ad approdare in questa stagione alla sua decisione di fondare una sua compagnia con Curtis, Felicity Smoak sta dimostrando di essere molto più che il semplice “interesse amoroso” di Oliver Queen grazie a delle trame che le danno uno spessore che sia il personaggio che l’attrice, sicuramente hanno mostrato di meritare.

Ultimo, ma non ultimo, a meritare un grande riconoscimento è la regia di Kevin Tancharoen che in questo episodio ha dato vita ad una delle scene d’azione più belle che si siano viste nella serie con il Team Arrow che irrompe nell’hotel per sventare il piano di Onyx (Chastity Dotson).

https://www.youtube.com/watch?v=bEVuULwdDKQ

La sesta stagione di Arrow va in onda negli Stati Uniti ogni giovedì su The CW.

 

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