Arrow: recensione dell’episodio 7×10 My Name is Emiko Queen

Conclusa la storyline di Oliver Queen carcerato, Arrow aveva bisogno di una nuova narrativa – introdotto in parte in Unmask – nella quale tutti protagonisti della serie potessero trovare un nuovo ruolo che non assomigliasse troppo a quello del passato, ma non spostasse nemmeno eccessivamente il paradigma dello show, che continua ad avere bisogno del suo leader e del suo gruppo di aiutanti in maschera.

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Dopo aver rivelato al pubblico che il copycat di Green Arrow era in realtà una donna, era giunto il momento per gli autori di mettere a parte della scoperta anche i protagonisti della serie, svelando al contempo il nome e l’origine del personaggio. Ai più attenti tra i fan (o ai più appassionati di spoiler) non sarà quindi giunta come una sorpresa la rivelazione del nome della nuova eroina mascherata: Emiko Queen (Sea Shimooka).

Come da tradizione, per ciò che concerne gli show dell’Arrowverse, ogni personaggio introdotto in una serie e che abbia un corrispettivo nei fumetti subisce una comprensibile rielaborazione, così come avviene nel caso di Emiko che, invece di essere la figlia di Robert QueenShado, viene rivelato essere la figlia di Robert e di una certa Kazumi Adachi, una donna da lui amata mentre era ancora sposato con Moira che quest’ultima lo obbligherà ad abbandonare (assieme alla figlioletta) una volta venuta a conoscenza della relazione extraconiugale.
Nonostante la richiesta scritta lasciata da Robert che qualcuno si prenda cura delle due in caso della sua dipartita, Moira seppellisce la verità in alcune carte depositate in un magazzino cancellando così dal mondo la loro esistenza ed il tradimento subito.

Oliver non reagisce bene alla scoperta della verità ed è deciso a rimediare alle azioni di Moira – che definisce più volte “imperdonabili” – deciso a creare un legame con la sorellastra.
L’origine del personaggio della serie è quindi molto diversa da quella della Emiko dei fumetti, membro degli Outsiders e figlia adottiva, suo malgrado, di Simon Lacroix, ex protetto di Robert Queen divenuto poi suo acerrimo nemico, dal quale fu rapita quando era ancora molto piccola.
Un altro elemento che distingue fumetti e serie TV è la differenza di età tra i due fratellastri, minore sullo schermo di quanto non sia sulla carta stampata, che ha fortemente contribuito a tracciare il rapporto tra i due nei fumetti, con un frustrato, adulto e maturo Green Arrow che cerca in tutti i modi di arginare l’esuberanza dell’insofferente, ma amata sorellina.

L’Emiko di Arrow è, in sostanza, un Oliver-2 della prima stagione con le sue liste, la sua missione, la sua voglia di solitudine e la sua sete di vendetta (in questo caso provocata dall’assassinio della madre che lei vuole vendicare) ed in quest’ottica è plausibile che si trasformi quindi in una forma di riscatto per il vero Green Arrow che, grazie alla sua esperienza, cercherà in tutti i modi di evitare alla sorella acquisita i suoi stessi errori.
Persino la partnership di Emiko con Rene, che torna per l’occasione ad indossare letteralmente i suoi vecchi panni di Wild Dog, è una rievocazione del primo incontro “ufficiale” tra Oliver/Arrow e Felicity con lei, ferita, che chiede suo malgrado l’aiuto di Rene.
La collaborazione tra i due contribuirà inoltre a dare sia al personaggio di Rick Gonzalez che a quello di Echo Kellum un maggiore senso all’interno della trama di questa stagione, con Curtis e Rene che formano assieme a Emiko l’ennesimo rinnovato Team Arrow.

Dal canto suo anche Oliver sembra pienamente a proprio agio nel suo ruolo di consulente della Polizia, tanto da convincere Dinah a consegnargli il sangue del nuovo Green Arrow trovato sulla scena di un crimine – grazie al quale verrà rivelata l’identità di Emiko – perché Felicity possa analizzarlo, per buona pace della corretta conservazione della catena di custodia delle prove potenzialmente presentabili in una Corte di Giustizia.
Sul piano personale e per quanto concerne la crisi con la moglie Felicity, i rapporti tra i due sembrano invece essere tornati alla normalità con una celerità inspiegabile, lasciandoci con il dubbio sul perché gli autori si siano dati la pena di inserire questa storyline se lo scopo era farla concludere in maniera tanto sbrigativa e poco approfondita.

Sempre nel presente torna alla ribalta anche la misteriosa trama dedicata all’A.R.G.U.S. ed a Diggle o Lyla, che – nella foga di rintracciare un non ben identificato personaggio di nome Dante – riavviano il “Protocollo Ghost“, per gli amici la Suicide Squad (del cui nome non è stato probabilmente concesso l’uso per motivi di diritti), scegliendo come primo membro Ricardo Diaz, il tutto sempre senza rivelare nulla ai loro amici.
Questa particolare trama, che al momento sembra la più sconnessa dal resto della stagione, potrebbe finire per rivelarsi quella che ci darà maggiori soddisfazioni, soprattutto se gli autori terranno fede alla promessa che Oliver si sarebbe amaramente pentito della sua decisione di non uccidere Diaz: che la vita di Diggle o Lyla sia forse in pericolo?

Concludiamo infine con i flash-forward che ci portano ancora una volta nella Star City del futuro, che scopriamo avere come sindaco Rene, eletto dopo aver riqualificato e salvato dalla rovina The Glades con un progetto denominato Arciere e che, in un certo senso – proprio come la storyline di Emiko – è una rivisitazione del passato, con la scoperta da parte di Zoe e dei suoi compagni (Dinah, William e Roy) di un piano per far radere al suolo l’intera città, quartiere di The Glades escluso. C’è forse qualcuno che ha dimenticato lo scellerato piano di Malcolm Merlyn denominato The Undertaking a causa del quale perse la vita il compianto Tommy?

La settima stagione di Arrow va in onda negli Stati Uniti ogni lunedì su The CW.

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