The X-Files: recensione dell’episodio 11×09 Nothing Lasts Forever

Nothing Lasts Forever è un ottimo episodio di The X-Files con qualche scena rivelatrice, soprattutto ai fini del rapporto tra Mulder e Scully, qualche occasione persa ed una significativa presenza di non detti, in una sorta di perfetta epitome della serie nel suo insieme.

La cosa più ovvia dell’episodio è chiaramente la celebrazione di un elemento che è da sempre stato parte integrante dello show e che rende omaggio ad un certo tipo di cinema e letteratura fumettistica: lo splatter, l’esplicita violenza sanguinosa capace di far inorridire anche gli stomaci più forti. La precisione quasi maniacale con cui la telecamera si sofferma su particolari disgustosi ed aberranti in tutto l’arco di quest’ora, è una sfida diretta ad ogni spettatore ed alla sua capacità di non distogliere mai lo sguardo dallo schermo, mentre si passa da violente e non necessarie procedure mediche a personaggi che si nutrono di parti umane, in ottemperanza alle regole di un folle culto che persegue la chimera della giovinezza e tratta l’invecchiamento come una sorta di malattia. Questo concetto, supportato dalla consapevolezza dei nostri eroi nei confronti del tempo che passa (David Duchovny ed i suoi occhiali sono una vista che, di per se stessa, vale l’episodio), potrebbe anche essere considerato come una similitudine con l’esistenza stessa di questa undicesima stagione, nella misura in cui ci si domanda se davvero – come fa la folle Barbara Beaumont (Fiona Vroom) – valga la pena rimanere ancorati al passato nonostante tutto o arrivi piuttosto un momento in cui è necessario fermarsi e cedere il passo al futuro.
Per quanto abbiamo amato questa stagione di The X-Files, che ci riserviamo di valutare nel suo insieme con il finale di stagione, bisogna tuttavia ammettere come sia stata soprattutto un’ottima esecuzione di un reboot nella sua più autentica accezione del termine, pur con qualche illuminante omaggio all’attualità, è servita perlopiù a consolidare un mito, piuttosto che a portare qualcosa di davvero nuovo. I più cinici potrebbero chiamarla semplicemente un’efficace operazione di marketing, la parte romantica che risiede in noi preferisce definirla una valida operazione nostalgia, proprio come vagamente malinconico è tutto questo episodio.

Un altro aspetto importante per la serie, ma appena accennato dagli autori in questo episodio, è l’importanza che il ruolo della religione riveste nella vita di Dana Scully. L’affascinante contrasto che ha da sempre caratterizzato questo personaggio, profondamente credente, eppure altrettanto razionale, è forse anche uno dei suoi attributi più interessanti. Dove inoltre la fede di Mulder risiede nella sua caparbia ricerca della verità, Scully trova invece conforto nella professione della sua fede, una sorta di costante scudo che l’ha difesa, volta dopo volta, dalle rivelazioni più assurde e dalle perdite più dolorose.
In questo senso Nothing Lasts Forever sarebbe stato l’episodio ideale per approfondire ulteriormente il rapporto della protagonista con la fede, cosa che invece viene solo sfiorata, soprattutto quando si accenna al concetto di dubbio, che accompagna comunque ogni vero credente, nonché quello profondamente cattolico di senso di colpa, espresso in questo caso da Mulder.
C’è un senso di malinconica nostalgia nel vedere Mulder e Scully accendere una candela nel silenzio di una chiesa, mentre ognuno dei due affronta i propri rimpianti: Mulder quello di aver trascinato la donna che ama in un’avventura senza fine, a discapito di enormi sacrifici, e Scully quello di non essere sempre stata al suo fianco e di aver rinunciato, a volte, alla battaglia.
Nonostante le differenze tra i due, c’è anche un meraviglioso senso di appartenenza in quell’ultima scena e soprattutto non c’è più spazio per i dubbi e forse proprio questa è la vera, unica, innovazione di questa stagione.
Il rapporto tra i protagonisti, i sentimenti che li legano, sono sempre stati usati quasi come una merce di scambio con il pubblico, un elemento di richiamo che aveva lo scopo di far tornare i fan, stagione dopo stagione, a domandarsi se finalmente i due avrebbero ammesso i propri reciproci sentimenti. E’ evidente, in questa stagione, come invece Mulder e Scully abbiano ormai superato tutto questo, vivano una fase del loro rapporto molto più matura e probabilmente autentica e siano soprattutto disposti ad accettarsi nonostante tutto, perché non hanno quasi alternative e, secondariamente, perché ciò che hanno condiviso per una vita e per cui tuttora combattono, è una battaglia che non può essere compartecipata, ma è solo loro, in nome di tutto quello che sono come coppia e innanzitutto di William.

https://www.youtube.com/watch?v=4QDpdLnTGUg

Il finale di stagione (serie?) di The X-Files, intitolato My Struggle IV, andrà in onda negli Stati Uniti mercoledì 21 marzo su Fox.

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