The X-Files: recensione dell’episodio 11×01 My Struggle III

Partiamo da un primo presupposto: per una serie come The X-Files, con una mitologia complessa e radicata come quella di questa serie, essere all’altezza delle aspettative dei fan di vecchia e nuova data è statisticamente impossibile, prova ne è la contrastante reazione al quale il finale di stagione dello scorso anno è stato soggetto. Ma di buono c’è che Chris Carter, da “vecchio” volpone qual è ed esperto dei meccanismi televisivi, lo sa e con My Struggle III lo ha dimostrato a gran voce.

Immagini ©2017 Fox Broadcasting Co. Cr: Frank Ockenfels/FOX

Il secondo presupposto è che nel panorama televisivo, l’abuso del voice-over, cioè l’uso eccessivo di una voce narrante fuori campo, è solitamente sinonimo di qualche difetto narrativo e soprattutto della necessità di trovarsi a dover spiegare molte cose in un ristretto arco temporale, cose che un normale dialogo non potrebbe chiarire. E ciò che è certo è che nel primo episodio di quella che la Fox vorrebbe chiamassimo la Serie Evento di The X-Files – Secondo Capitolo, di voice-over ce n’è in abbondanza.
E’ proprio attraverso le parole di Fox Mulder (David Duchovny), infatti, che ci viene rivelato quasi subito che gli eventi mostrati in My Struggle II, lo scorso anno, erano in realtà frutto di una sorta di visione causata da suo figlio William a Dana Scully (Gillian Anderson).
Il virus alieno mortale destinato ad uccidere Mulder, assieme a milioni di persone, risparmiando invece Scully e suo figlio, non è quindi una realtà, o quanto meno non lo è ancora, ma è qualcosa che potrebbe accadere se i due agenti non porranno presto rimedio al problema.
Quando Scully si risveglia in ospedale, dopo essere collassata e aver inviato nel frattempo messaggi in codice Morse tramite il proprio cervello che chiedono di “trovarlo“, riferendosi a William, Mulder si mette sulle tracce dell‘uomo che fuma il cui vero nome – che ci viene rivelato in questo episodio – sarebbe Carl Gerhard Bush (William B. Davis), il quale, ovviamente, continua ad essere la mente e l’esecutore di tutte le principali cospirazioni della serie, con accanto una compiacente Monica Reyes (Annabeth Gish).

Il piano dell’uomo che fuma sarebbe appunto quello di decimare l’umanità, salvando solo pochi eletti, per poter ripartire da zero con un mondo migliore. In questo senso la nuova stagione dello show fa un buon lavoro nell’aggiornare quelle che possono essere le paure o i timori del pubblico. Le ossessioni e le preoccupazioni degli spettatori che seguivano la serie agli inizi degli anni Novanta, sono inevitabilmente cambiate e si sono aggiornate. Da qui la scelta di inserire nella narrativa dello show diverse ed attuali immagini di Donald TrumpKim Jong Un, i quali, -solo fino a ieri e con un perfetto tempismo per lo show – litigavano attraverso i media su chi avesse il bottone per le armi nucleari più grosso (letteralmente!), ponendo tutti in uno stato di comprensibile turbamento all’idea che la sopravvivenza della razza umana dipenda davvero da persone di questo calibro.
Dopo aver quindi fatto seriamente riflettere il pubblico circa la possibilità che, dopotutto, quello che abbiamo sempre considerato il cattivo della storia, potrebbe non avere tutti i torti, il solo fatto che Mulder sarebbe una delle tante vittime del suo folle piano, ci fa tornare alla ragione. Proprio come Scully, quello che gli spettatori davvero vogliono è che questa coppia possa finalmente vivere una vita normale, casomai proprio accanto al figlio al quale hanno dovuto rinunciare per la sua stessa incolumità.

Il fatto che William sia al centro della spinta emotiva che muove i nostri eroi, dà la direzione giusta a questa stagione: non solo Scully vuole infatti riabbracciare il figlio, ma sa anche che William è l’unico che può salvare il padre da morte certa. Se non che – e questa è la vera bomba con cui gli autori ci lasciano alla fine della puntata – scopriamo che William potrebbe (il condizionale è d’obbligo in questa serie) non essere figlio di Mulder, ma il frutto di un’inseminazione artificiale avvenuta all’insaputa di Scully e fatta con DNA alieno e che il suo vero padre sarebbe l’uomo che fuma.

Tutt’ora non sappiamo esattamente cosa pensare di questa scioccante rivelazione, come non sappiamo cosa pensare dell’idea piuttosto raccapricciante che questo manipolatore e piuttosto viscido personaggio potrebbe avere addirittura dei reali sentimenti per Scully.
Ovviamente potrebbe essere tutta una bugia, ma se non lo fosse, sarebbe un colpo di scena decisamente riuscito, soprattutto alla luce di quel flashback del quindicesimo episodio della settima stagione della serie, intitolato En Ami, che lascia intendere che proprio in occasione di un incontro tra Scully e l’uomo che fuma, quest’ultimo l’avrebbe drogata e “messa incinta con la scienza” – per usare le sue parole – usando il suo stesso seme e, appunto, DNA alieno.

Le basi sono state così create, basi che già adesso stanno facendo discutere animatamente i fan, ma sarà compito dei successivi episodi riuscire a rendere questa trama efficace o fallimentare, soprattutto alla luce del fatto che questa dovrebbe – ed in un certo senso lo speriamo – essere davvero la stagione conclusiva della serie, soprattutto in seguito alle dichiarazione di Gillian Anderson, intenzionata a non tornare ad interpretare questo ruolo ed a quella successiva di Chris Carter, che avrebbe dichiarato che, per lui, non esiste The X-Files senza uno dei suoi due storici protagonisti.

Come dicevamo nell’incipit di questa recensione, questa serie affonda le proprie radici in una mitologia talmente complessa e radicata nell’immaginario collettivo dei fan che sarebbe stato comunque difficile ideare una trama che non avrebbe creato un aperto contrasto tra detrattori e amanti dello show e siamo abbastanza certi che, nonostante tutto, l’effetto shock è esattamente quello che gli autori volevano ottenere e che, per quanto ci riguarda, ci ha comunque incuriosito abbastanza da farci desiderare di vedere dove si andrà a parare con i prossimi episodi.

L’undicesima stagione di The X-Files va in onda negli Stati Uniti ogni mercoledì su Fox, mentre in Italia andrà in onda a partire dal 29 gennaio su Fox, canale 112 di Sky.

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