The X-Files: recensione dell’episodio 11×07 Rm9sbG93ZXJz

Per addentrarci in questo originale episodio di The X-Files, cominciamo proprio dal suo strano titolo, Rm9sbG93ZXJz, che in realtà è la codifica della parola “follower” cioè seguaci, in un sistema numerico a base 64 che si chiama, appunto, Base64, lo stesso usato dalle nostre comunissime e-mail, che ci introduce peraltro proprio in quello che è l’argomento trattato da questa particolare puntata della serie, interamente e silenziosamente, dedicata alla tecnologia.

Sicuramente non è a prima volta che uno show, soprattutto ai giorni nostri, affronta il tema della pericolosità latente dello sviluppo della tecnologia e dell’Intelligenza Artificiale, serie come Black Mirror hanno costruito il loro successo sfruttando proprio questo argomento, ma il fatto che sia una prima volta per Mulder e Scully, ci basta per ritenere questa ora speciale, proprio perché sviluppata con quelle caratteristiche di inquietudine, ironia ed umanità che caratterizzano da sempre The X-Files.

Tutto comincia con Mulder e Scully seduti in un deserto ristorante di Washington completamente automatizzato. Quando Mulder riceve uno strano e piuttosto disgustoso piatto che non ha ordinato e rifiuta di lasciare una mancia dopo aver pagato il conto, senza essere riuscito a parlare con qualcuno a cui fare le proprie rimostranze, il tutto evolve in una pericolosa e grottesca escalation di eventi in cui i nostri eroi rischiano più volte la vita, minacciati da una casa completamente automatizzata (Scully) e da aggressivi droni (Mulder) che lo perseguitano.
L’aspetto più interessante di questo episodio è che non ci mette a confronto con un’immaginifica ed improbabile realtà virtuale proveniente da un lontano futuro, ma con oggetti che sono considerati ormai di uso quasi comune dalla maggior parte di noi tutti, come ad insinuare il dubbio che la pericolosa rivoluzione sia ormai già in atto. Le case automatizzate, i servizi clienti insistenti, disumanizzati ed invasivi della nostra privacy, i droni che fanno le consegne a domicilio, i roomba che girano indisturbati per casa, le macchine senza pilota, sono tutte cose entrate ormai quasi a far parte della nostra quotidianità. Chi, per fare un esempio, non ha acquistato qualcosa su Internet per ritrovarsi poi invaso da pubblicità di quello stesso prodotto o affini per i giorni successivi? Persino l’inquietante account Twitter a cui si fa cenno all’inizio dell’episodio è storia vera: nel 2016 Microsoft ha aperto un account per l’intelligenza artificiale chiamata Tay che avrebbe dovuto apprendere ad esprimersi attraverso le interazioni con i suoi follower sul social e che è invece stato chiuso dopo sole 24 ore per essersi trasformata in una volgare inneggiatrice di Hitler e della violenza in generale. Leggere per credere.

“Tay” went from “humans are super cool” to full nazi in <24 hrs and I’m not at all concerned about the future of AI pic.twitter.com/xuGi1u9S1A

Da qui in avanti, come accennavamo, nell’episodio hanno inizio attacchi di attacchi che si fermano solo quando Mulder – con un grandissimo sacrificio – si arrende e lascia la mancia al ristorante, il che segnerà la fine della persecuzione di cui sia lui che Scully sono stati vittime.

Un altro elemento che domina quasi per intero la puntata è il silenzio, una trovata che, anche in questo caso, non è particolarmente originale, soprattutto se associata alla tecnologia, di cui spesso si dice che isoli dandoci l’illusoria impressione di essere in mezzo a tanta gente.
Per fare un esempio, basta pensare all’episodio dell’ultima stagione di Black Mirror intitolato Metalhead, in cui tra l’altro compaiono gli stessi cani-robot che vediamo in Rm9sbG93ZXJz e anch’esso quasi completamente muto. La differenza principale tra un’ora ben riuscita, questa di X-Files, ed una decisamente meno interessante, Metalhead, è data proprio dall’elemento umano che sono i due protagonisti della serie. Il legame di Mulder e Scully, prevarica infatti il silenzio che, invece di risultare fastidioso o minaccioso, diventa semplicemente un modo nuovo per il pubblico di vedere interagire due anime perfettamente interconnesse tra loro (altro che tecnologia!), dando anche al finale di questa insolita ora quel tocco umano e tenero che supera la scontentezza del messaggio in sé.
Vedere i due protagonisti così apertamente affettuosi l’uno con l’altra ha ancora un impatto emotivo talmente forte da aumentare esponenzialmente il valore di quel “posate quei telefoni cellulari e parlatevi” con cui si chiude la puntata e che, di per se stesso, non avrebbe per l’appunto nulla di nuovo. Il solo fatto che un gesto così banale ed affettuoso come quello di prendersi per mano abbia questo risvolto positivo, ci fa sperare ulteriormente che gli autori non prendano l’insana decisione (come si mormora) di portare avanti questa serie senza uno dei due protagonisti, perché The X-Files, nonostante gli alieni, i mostri, le cospirazioni e una modernissima tecnologia impazzita, è ancora fatto da questi due incredibili interpreti che riescono a farci sorridere e tenerci incollati allo schermo, persino in un’ora di televisione diversa e particolare come Rm9sbG93ZXJz.

https://www.youtube.com/watch?v=lRut7J-aovc

L’undicesima stagione di The X-Files va in onda negli Stati Uniti ogni mercoledì su Fox.

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